
"Al di là della crisi del settore energetico, è emersa ancora una volta l'illogicità di una condizione che non nasce solo, come sempre avviene, da una situazione 'classica' di crisi industriale (delocalizzazioni, concorrenza, costo dell'energia o del lavoro, ecc.), ma anche da un sequestro illogico per la centrale di Vado che non superava i limiti di legge prima del sequestro e i dati dell'aria successivi al blocco della centrale confermano questo dato; da comportamenti ambigui degli azionisti di Tirreno Power e dall'incapacità delle istituzioni di riuscire a risolvere una situazione difficile, ma non complessa per i motivi sopra esposti".
Le segreterie nazionali hanno sottolineato come per ben due volte la presidenza del Consiglio dei Ministri abbia dato buone aperture ma che le stesse, successivamente, siano rimaste "lettera morta". Intanto proseguono le azioni di lotta già proclamate. Domani, 29 aprile, è in programma lo sciopero di 8 ore a Vado Ligure.
IL COMMENTO
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