
Il primo Comune a presentarsi sarà Tribogna con una vasta esposizione delle attività artigiane, artistiche e produttive che lo caratterizzano. Sarà l’occasione per cimentarsi in laboratori creativi e assaggi gustosi preparati dalle trattorie locali.
Tra le tante novità in programma a Calvari è previsto anche il primo Columban beer Festival, dedicato alla degustazione guidata di birre artigianali, un trend peraltro in forte espansione. Columban, ossia “colombano” si spiega con il richiamo a San Colombano Abate, che ha dato appunto il nome al Comune di San Colombano, questa volta ancora più protagonista in quanto ricorre l’Anno Giubilare per i millequattrocento anni dalla sua morte.
Insomma, atmosfera di grande ottimismo tra gli stand del Parco Esposizioni di Calvari, come afferma la Presidente del Gal genovese Marisa Bacigalupo, che manifesta la sua trepidazione nel rilanciare l’economia del territorio.
“La voglia di rilanciarsi c’è – spiega la Presidente – lo si vede anche dall’entusiasmo con cui a giugno, con dieci comuni della valle, abbiamo partecipato all’Expo di Milano, stabilendo con esso un’ideale collegamento e lanciando un messaggio di speranza. Ad accogliere i visitatori ci sarà l’albero delle valli, che vuole essere un richiamo all’albero della vita, simbolo dell’Expo di Milano. Ci saranno poi tanto artigianato di qualità, varie produzioni agroalimentari, il mercatino degli agricoltori, ma anche aziende più “industriali” ugualmente significative per il tessuto produttivo”.
L’intento è anche e soprattutto quello di rivitalizzare lo sviluppo turistico di queste aree, duramente colpite dagli eventi dello scorso anno.
“Il territorio ha bisogno di riparare le emergenze – afferma la Presidente in riferimento ai fatti alluvionali – c’è poi bisogno di infrastrutture: ancora nel traforo Bargagli-Ferriere si viaggia su una sola corsia. C’è poi il discorso del tunnel in standby, ma vorremmo che fosse ripreso. Certamente occorrono tempo e risorse, ma se queste si usassero appropriatamente, si troverebbero i fondi necessari. Infrastrutture e sicurezza sono ciò che serve per dare respiro a questo ricco polmone produttivo che è la Val Fontanabuona”.
IL COMMENTO
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