L'Europa vive la sua peggior seduta borsistica dal 2011. L'indice Dj Stoxx Europe 600 affonda del 5,3% mentre la paura per l'economia cinese, le turbolenze sui mercati emergenti e il crollo delle materie prime scatenano un vero e proprio 'panic selling' sul Vecchio Continente.
MILANO -4% - Precipita la situazione a Milano, dove tra una raffica di sospensioni, l'indice Ftse Mib cede il 4,65% a 20.735 punti. Sono 18 i titoli costretti a uno stop in asta di volatilità. Tra quelli rimasti agli scambi Mediolanum cede il 5,96%, Telecom il 5,43% mentre resta piatta Wdf.
È il peggior calo degli ultimi quattro anni per i listini asiatici ancora nella bufera. L'indice di riferimento della regione, l'Asia Pacific Index, ha perso il 4,9%, mentre Shanghai (-8,49%) non subiva un tale scossone dal 2007; l'indice di Shenzhen ha perso 7,83%. L'Orso continua a mordere Hong Kong (-4,63%) e Tokyo ha lasciato il 4,61 per cento.
Affondata la Borsa di Tokyo, che cede il 4,61%, vicino al minimo intraday prossimo al 5%. L'indice Nikkei brucia 895,15 punti e scende sotto quota 19.000 per la prima volta da metà marzo, fino a 18.540,68.
Euro ancora in rialzo a 1,1425 dollari. I mercati valutari europei non credono ad un imminente rialzo dei tassi Usa da parte della Fed. La divisa comunitaria viene scambiata a 1,425 dollari migliorando rispetto ai 1,1366 dollari di venerdì dopo la chiusura di Wall Street. L'euro è invece in leggera perdita rispetto allo yen. La moneta comune viene scambiata a 138,41 yen in calo rispetto ai 138,7 yen di venerdì.
IL COMMENTO
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