
"Un’altra vita umana salvata – commenta Michele Lorenzo, segretario regionale del Sappe – ma c’è un dramma nel dramma che s’individua nell’organico della Polizia Penitenziaria. Nel turno serale e notturno solo 3 agenti presenti nel reparto detentivo ed 1 al controllo monitor".
Per il Sappe è "aberrante" consentire che il poliziotto di turno, per mancanza di personale, possa effettuare ben 16 ore di servizio continuativo, unica soluzione per trasportare e vigilare il detenuto ricoverato presso l’ospedale. "Classico esempio della coperta corta, per coprire la testa scopriamo i piedi", continua il segretario regionale. "Se questo coincide con il concetto di assicurare sicurezza nel carcere di Imperia dobbiamo solo vergognarci".
"E’ follia consentire che un detenuto, che per ben tre volte ha tentato il suicidio, permanga in una struttura non idonea per la sua patologia", continua Lorenzo. "Se il detenuto avesse portato a compimento il suo gesto, sicuramente la Procura avrebbe indagato il poliziotto di servizio, invece le responsabilità sarebbero da ricercare nei vertici dell’Amministrazione che non attenziona questi fenomeni".
"Non si può continuare così – conclude il segretario regionale – Sino ad oggi nell’istituto di Imperia la Polizia Penitenziaria ha fronteggiato 60 eventi critici, sventato 7 suicidi, 32 autolesionismi e 4 risse. Se questo corrisponde o meno agli standard europei o italiani, devono avere il coraggio di dirlo pubblicamente".
IL COMMENTO
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