
"Sarà fornita l'acqua necessaria al vecchio acquedotto per rifornire tutte le case usando temporaneamente il tracciato della vecchia rete idrica. - spiega il vicesindaco Stefano Bernini - Alcune famiglie si sono già allacciate alla rete nuova, c'è stata una crescita in questi giorni". Ma i cittadini non intendono pagare 1,50 euro al metro cubo, una cifra più alta di quella dovuta prima del guasto.
Sono 180 le persone rimaste a secco dallo scorso giugno. Nel 1929 un consorzio di cittadini ottenne lo sfruttamento della sorgente e costruì un acquedotto privato. Poi, gli scavi per la galleria del Terzo Valico hanno danneggiato le sorgenti. "Fornire l'acqua per ridurre il danno è un dovere del responsabile del danno, cioè delle Ferrovie e delle ditte che hanno effettuato i lavori - ha risposto il vicesindaco Bernini - se il Comune prendesse una simile iniziativa, specialmente in assenza di una richiesta ufficiale commetterebbe un illecito".
IL COMMENTO
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