
Davanti a centinaia di persone che poco a poco sotto la pioggia riempiono Santi Apostoli per la prima manifestazione nazionale dei musulmani contro il terrorismo islamico, dopo le stragi di Parigi. Mentre a Milano e in altre città si svolgono iniziative analoghe, anche queste, come quella nella Capitale, senza grandi numeri, ma dal messaggio forte. 'Not in my name', non nel mio nome, lo slogan e hashtag diffuso su internet. La risposta alle accuse di passività, ambiguità, eccessiva tolleranza. "Risposta chiara", secondo l'Osservatore Romano, il giornale del Vaticano.
"Assieme possiamo battere il terrorismo - dice Elzir -, abbiamo superato la paura e lo choc: obiettivo dei terroristi è farci vivere nella paura". A Roma ci sono marocchini, egiziani, siriani, bengalesi, senegalesi e di altre nazionalità, molti con il doppio passaporto, a raccolta per condannare le stragi in Francia, ma anche in Mali e ovunque. E distinguere l'Islam dagli stragisti. Uomini e donne, alcuni col vestito tradizionale e il velo, diversi bambini, striscioni come 'Non siamo noi il nemico' e il coro 'No all'Isis,noi ci siamo'.
"Grazie ai nostri concittadini di religione islamica che ieri hanno manifestato contro il terrorismo". Così sul suo account Twitter e sulla sua pagina Facebook il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha salutato le manifestazioni di ieri a Roma e Milano. "So che non era facile andare in piazza, nel clima che viviamo. Averlo fatto è stato importante", ha aggiunto.
IL COMMENTO
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