
Un incontro che arriva in una giornata speciale per la Chiesa genovese, in festa per l'apertura delle due porte sante del Giubileo, una in San Lorenzo e una al Santuario della Guardia, sulle alture della città. Anselmi lo vive in un modo particolare: oltre ad essere "vice" di Bagnasco, è anche parroco delle Vigne, nel cuore della Maddalena. E ci ricorda che capita molto spesso di vedere i musulmani del quartiere partecipare alle feste della comunità cristiana. "Oggi mi hanno invitato loro, non potevo rifiutare", dice.
La riflessione più spontanea la fa Alaa Ramzi, imam del centro islamico di vico dei Fregoso: "La parola Islam è collegata a Salam, che vuol dire pace. Non è una religione di violenza. È un piacere avere qui don Nicolò, anche noi partecipiamo sempre alle feste dei nostri fratelli cristiani".
Un'occasione per "fare chiarezza su come le religioni portino in sé messaggi di pace - ricorda Anselmi - ed è importante, invece, prendere le distanze da chi ama le persecuzioni. Penso anche a certi cristiani perseguitati". No alle guerre di religione: non c'entrano "col Vangelo, col Corano, nascondono sempre soldi e potere".
L'idea nasce da un'idea dei redattori del Secolo XIX, che hanno lanciato l'iniziativa "Moschee Aperte". Un modo per promuovere il dialogo e la curiosità contro la cultura del sospetto, a maggior ragione dopo i tragici eventi di Parigi.
IL COMMENTO
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