
Onorato ha illustrato come l'andamento delle previsioni fosse a conoscenza del comitato e come fosse stata delineata la gravità degli eventi: "Avevamo saltato anche la preallerta (che viene emanata nei giorni precedenti al picco di cattivo tempo) - ha detto - proprio perché la situazione era disastrosa, era paragonabile a quella del 25 ottobre che colpì le Cinque Terre. Ed era tutto comunicato attraverso i bollettini. In più, anticipammo i tempi dell'allerta 2 alle 22 del giorno tre novembre".
Oltre a Onorato è stata anche sentita Maria Luisa Gallinotti (ex dirigente della protezione civile regionale). La dirigente ha rimarcato come al comitato la situazione non fosse sotto controllo. "Ricevetti una telefonata - ha spiegato in aula - da Andrea Rimassa (funzionario della protezione civile comunale) intorno alle 12.30 in cui mi chiedeva di mandare dei volontari. Ma non mi specificò dove, quanti e per quale motivo. Capii solo che c'era agitazione e confusione".
Sentito anche Renzo Semino, ex comandante della sezione di Marassi dei vigili urbani, competente sul territorio del Fereggiano. L'ex comandante ha inanellato una serie di "non ricordo" su come andò la gestione dell'emergenza da parte dei suoi uomini e ha detto di non conoscere i contenuti dei protocolli di sicurezza del compartimento dei vigili. Il suo esame proseguirà giovedì.
Nel processo sono imputati l'ex sindaco Marta Vincenzi, l'ex assessore alla Protezione civile, Francesco Scidone, e i dirigenti comunali Gianfranco Delponte, Sandro Gambelli e Pierpaolo Cha. Le accuse nei loro confronti sono di omicidio colposo plurimo, disastro e falso (per i verbali "taroccati") e calunnia. Roberto Gabutti, ex coordinatore dei volontari di Protezione civile, è accusato solo di falso.
IL COMMENTO
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