
A tenere banco è stata la battaglia sul 30% di integrazione al salario. Dai sindacati nessuna intenzione di mollare la presa, mentre la Città Metropolitana ha espresso vari dubbi sulla reperibilità delle risorse.
COSA È SUCCESSO - Che il futuro di Atp fosse appeso a un filo lo si era capito già nel pomeriggio, quando il prefetto Fiamma Spena aveva chiamato una pausa per poter mediare col sindaco metropolitano Doria. Il vertice era iniziato alle 11.
"Usciamo da questa prima parte di riunione senza tante speranze. Siamo entrati con alcune certezze positive e usciamo con delle certezze negative", commenta Andrea Gamba (Filt-Cgil), durante una pausa voluta dal Prefetto per mediare col sindaco Doria.
"Da parte della città metropolitana sembra che ci sia la volontà di rompere e non di costruire: noi, dal primo di gennaio, abbiamo prodotto iniziative in azienda - continua Gamba -. Alcuni lavoratori che sono rientrati stanno intensificando la verifica dei titoli di viaggio. Ma questo continua a non interessare. La città metropolitana deve dimostrare che tiene ad Atp e deve cercare di dare i finanziamenti corretti per ricostruire il servizio, solo così si può aprire uno spiraglio di luce.”
Per Mauro Nolaschi, segretario regionale Faisa-Cisal, "la situazione procede "malissimo. La proposta finale della Città Metropolitana è che, per restituire il 30% della retribuzione lasciata dai lavoratori in questi due anni, i lavoratori devono recuperare il 30% a proprie spese. Noi questo accordo non lo accettiamo".
Ancora su sponda Filt-Cigil, Camillo Costanzo ricorda che "le risorse ci sono, ma manca la volontà politica. Vassallo ha detto che si possono recuperare interessi sui mutui che la Città Metropolitana pagherebbe vendendo gli immobili, mentre il taglio lineare dal governo dovrebbe essere inferiore all'anno scorso".
IL COMMENTO
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