
Gli usurai, per nascondere l’attività illecita, utilizzavano uffici nel centro cittadino, con tanto di insegna per la prestazione di servizi e consulenze finanziarie. Nel corso delle indagini della Polizia, è emerso che il prestito ad interessi veniva garantito dalle vittime con assegni, rigorosamente fatti emettere per l’esatto controvalore della somma prestata e privi di data, corredati da dichiarazioni che il prestito ottenuto non era coperto da interessi.
Dalle intercettazioni sono emerse anche minacce alle vittime e ai loro familiari, come è accaduto al padre di una bambina: "Tu hai una figlia di 4 anni, non vogliamo arrivare a punti a cui non siamo mai arrivati", o intimidazioni del tipo "Ti facciamo chiudere in una bara".
Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati e sequestrati assegni ed altro materiale riguardante attività illecite, compreso un orologio di valore dato in pegno a garanzia di uno dei prestiti.
IL COMMENTO
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