
Dunque sembra questa la strada più probabile. Del resto, secondo il numero uno della Fiera, "al momento la società non ha alternative perché non ci sono risorse per far fronte ai debiti. Col Comune è in corso una discussione continua per individuare risorse".
Al cda hanno partecipato, oltre a Dello Strologo, il vicepresidente Enrico Puppo e l'amministratore delegato Luca Nannini, che ha lasciato la riunione con alcuni minuti d'anticipo definendo "molto difficile" la situazione della Fiera.
Entro fine marzo i soci avranno tempo per decidere. Secondo Dello Strologo, però, liquidazione non significa per forza morte della Fiera: "In realtà, secondo le ultime norme di diritto societario, liquidare significa che la società andrà chiusura, ma il liquidatore deve tenere conto anche delle strade per continuare l'attività. Potrebbe trattarsi di un altro soggetto, magari non si chiamerà più così, ma l'obiettivo è quello di mantenere il business fieristico col maggior numero di occupati possibile".
Intanto gli occhi sono sempre puntati sul debito da 15 milioni che il Comune deve corrispondere a Fiera di Genova. La paura è che la situazione resti bloccata per anni, lasciando le aree tra la Foce e il Porto Antico in stato di abbandono e degrado.
IL COMMENTO
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