Il definitivo divorzio, dopo dieci anni insieme in maggioranza, si è consumato ieri sera in un confronto tra i dirigenti di Sel, Rifondazione e Pd.
"Dopo mesi di stallo, senza che nulla si muovesse in direzione della costruzione di un percorso comune in vista delle prossime elezioni - si legge in una nota diffusa da Rete a Sinitra, nata anche a Savona dalla fusione di Sel e Rifondazione - si è arrivati a questo tardivo momento di confronto, che rende l'idea di quanto il Pd fosse realmente interessato al dialogo con le forze di sinistra. Si è trattato di un pretestuoso tentativo della dirigenza provinciale del PD, fatto solo sull'onda della paura di perdere il Comune, che conferma che i massimi dirigenti democratici locali non hanno mai realmente pensato alla realizzazione di una coalizione riformista e progressista: Rete a Sinistra non può che rigettarlo per questioni di metodo e di merito".
Poi l'attacco.
"Nulla sul versante dell'autocritica rispetto all'amministrazione uscente - si legge sempre nel comunicato che trae un bilancio negativo dall'ultimo confronto - eppure alcune cose rispetto al modello di città, all'attenzione ai temi ambientali e alla scarsa "presenza" del primo cittadino nella vita amministrativa sarebbe doveroso dirle".
Ed ecco quindi la frattura.
"Per questo Rete a Sinistra Savona - conclude la nota - ha deciso unanimemente di declinare la fittizia e forzata proposta di rientrare nel campo della coalizione uscente e continuerà a lavorare per una nuova proposta alternativa, partecipata e di discontinuità per il governo della città".
IL COMMENTO
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