
Gasperini si presenta a Verona con il rientro di Ansaldi mentre in attacco si affida ancora una volta a Cerci, Matavz e Suso con lo spagnolo nel ruolo di trequartista. Nel primo tempo il Genoa sembra controllare il gioco con il Chievo che ci prova in contropiede con Mpoku e Pellisier. Laxalt spinge a sinistra mentre dalla destra verso il centro del fronte offensivo è molto attivo Cerci. Ma alla fine del primo tempo la partita sarà più sbadigli che emozioni con la squadra rossoblù impegnata nel fare il compitino senza impensierire Bizzarri.
Nella ripresa per il Grifone è ancora peggio. La squadra di Gasperini sembra essere rimasta negli spogliatoi e il Chievo ne approfitta e dopo un mese di astinenza torna al gol con Castro. I veneti hanno anche l’occasione del raddoppio ma Burdisso mura Rigoni, fratello del centrocampista rossoblù. Entrano Capel per Suso e Tachtsidis per Dzemaili, ma per il Grifone cambia davvero poco. Anche sostituzione di Cerci, tra i meno peggio, per Lazovic non dà nulla di nuovo. Il Genoa appare spento e sempre orfano di Pavoletti. La prestazione di Matavz rappresenta due passi indietro rispetto a quanto lo sloveno aveva fatto vedere con l’Udinese. Lo sloveno buono sembra invece averlo il Chievo. E’ l’ex Birsa che fa il diavolo a quattro. Nel finale sterile assedio, De Maio si trova davanti alla porta ma viene chiuso da Cesar e finisce così.
Il successo della Sampdoria sul Frosinone mantiene la distanze dal terz’ultimo posto, ma questo Genoa a Verona ha deluso e ora nelle due partite in casa servono ancora punti.
IL COMMENTO
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