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Il consigliere comunale Fds a Genova "contro gli interessi privati"
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Dalla presentazione (in inglese) che si trova sul sito di Iren il servizio idrico fornisce il 27% del risultato operativo prima delle imposte (EBIT), mentre rappresenta solo il 19% del giro d'affari di Iren. Traduzione: Iren compensa i cattivi risultati dei settori che agiscono su mercati concorrenziali (elettricità, gas che sono in difficoltà) spremendo gli utenti dei monopoli (acqua, rifiuti), le cui tariffe devono coprire tutte le spese del servizio.

Gli utenti (pardon clienti) non possono in nessun modo difendersi perché non hanno possibilità di scelta, mentre i nostri "rappresentanti" (al governo della città e dello Stato) promuovono gli interessi privati. In particolare, Mediterranea delle Acque nel 2015 ha dato a Iren 20,6 milioni di dividendi (quasi un quinto dell'intero utile di Iren) pur avendo un fatturato che è solo un venticinquesimo di Iren!

I genovesi pagano un tributo, essendo il servizio obbligatorio (comprende anche l'allaccio alla fognatura e le spese di depurazione). L'utile realizzato dal gestore dipende da una decisione politica, cioè dalla tariffa che è decisa dall'assemblea dei sindaci (in buona parte, per Mediterranea delle Acque: dal sindaco di Genova). La tariffa cresca ogni anno, questo è il segreto del buon risultato di Iren, che lo ammette: "Water networks: Synergies achievement together with positive tariff trend and..."(pagina 7). 

In questi giorni assistiamo al teatrino dell'amministratore delegato di Iren, Massimiliano Bianco, a suo tempo allontanato dall'acquedotto pugliese e prontamente nominato dal trio Fassino (sindaco di Torino), Doria (Genova) e Vecchi (Reggio Emilia) che, disinvoltamente, "fa lo spesso" con Genova sulla questione AMIU.

Sembra che sia Iren a aiutare Amiu, sarà invece AMIU a aiutare Iren portando i suoi rifiuti negli inceneritori mezzi vuoti di Torino e Parma e garantendo con la tariffa dei rifiuti utili ulteriori ai fondi speculativi o meno delal multiutility. Insomma siamo di fronte all'ennesima svendita di un patrimonio pubblico saccheggiato e deprezzato dagli amministratori, d'intesa con i poteri forti che governano città e regione.. 

Le sprezzanti dichiarazioni del dottor Bianco non sono una dichiarazione d'indipendenza da condizionamenti politici, ma l'espressione arrogante e senza veli della soverchiante potenza degli interessi privati di fronte all'interesse pubblico.

*Consigliere comunale a Genova, capogruppo Federazione della sinistra