
Stop al traffico sulla strada più panoramica di Genova dalle 13.30 alle 15.30. Un orario "di morbida", come si dice in gergo, ma quanto basta per creare disagi ben più estesi: via Gramsci e Circonvallazione a mare bloccate, ripercussioni sul centro città e sulle aree limitrofe. Non c'entravano né il vento né gli incidenti, e neanche i cortei: erano le riprese della tv pubblica.
E se da una parte è sicuramente motivo d'orgoglio che lo scenario di Genova sia oggetto di riprese televisive, dall'altra i genovesi devono fare i conti con tutti i danni che la situazione comporta. "Ho accumulato un ritardo sul lavoro di due ore, siamo rimasti incolonnati senza neanche sapere perché". E gli avvisi? "Io non sapevo assultamente niente", dice un cittadino. Qualcun altro è riuscito a informarsi e ha evitato la 'zona calda'.
L'assessore comunale alla cultura, Carla Sibilla, minimizza: "Non ci sono stati disagi così pesanti, i vigili hanno permesso che il traffico scorresse fluido". Ma il Comune ha ricevuto una sorta di indennizzo per l'uso di un'arteria così importante? Evidentemente no, anzi: "Non abbiamo dovuto sostenere alcun tipo di costo per questa grande opportunità di far apparire Genova in una trasmissione di primo piano a livello nazionale". I genovesi ringraziano. O forse no.
IL COMMENTO
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