
La donna, dopo essersi trasferita da Genova a Ovada con il compagno, aveva commesso una serie di minacce, estorsioni e attentati incendiari nei confronti di anziani soli. Le vittime, per paura di essere uccisi, pagavano anche milioni di lire ogni mese. Le indagini, all'epoca, vennero condotte dai carabinieri di Acqui Terme e Ovada e permisero di scoprire che la coppia, insieme ad altri complici, faceva parte di una banda specializzata in estorsioni.
L'inchiesta era partita da un incendio doloso nella casa di un anziano del centro di Ovada. Si scoprì allora che la vittima aveva ricevuto in precedenza minacce telefoniche e richieste di denaro mentre un altro pensionato aveva subito l'incendio della sua auto e un terzo anziano aveva trovato sulla della porta di casa un'orata con l'amo e un pezzo di lenza in bocca. Una delle vittime, un anziano genovese consegnò alla banda circa 30 milioni di vecchie lire convinto che gli esattori che ritiravano il denaro fossero legati a una nota famiglia malavitosa di Genova, risultata, invece, estranea alla vicenda.
Il processo permise di condannare la donna, il suo compagno e di tutti gli affiliati alla banda ma la sentenza è diventata definitiva di recente consentendo così l'ordine di carcerazione nei confronti della Sciacchitano. La donna è stata rintracciata a Ronco Scrivia, dove si era trasferita con un nuovo compagno.
IL COMMENTO
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