
"Bisogna ristabilire la verità, informare i cittadini su cosa rappresentano davvero le concessioni estrattive entro le 12 miglia marittime", ha detto Di Salvatore, portando poi alcuni esempi: "Iniziamo col dire che coprono soltanto il 2,8% (gas) e l’1% (petrolio) del fabbisogno energetico nazionale; e che i diritti di estrazione connessi portano nelle casse dello Stato solo 38 milioni di Euro l’anno, questo perché molte concessioni sono tenute volutamente “sotto soglia” per non pagare franchigie: uno dei tanti regali elargiti dal Governo alle compagnie petrolifere".
Sulla perdita di occupazione, Di Salvatore sostiene che "le piattaforme sono altamente automatizzate: sarebbe molto semplice per le grandi multinazionali riorganizzare la manodopera, è invece un fatto dimostrato che buona parte di queste concessioni sono già scadute, alcune addirittura dal 2009: ciononostante le compagnie di estrazione continuano a operare come se niente fosse, eludendo controlli e tributi, in modo assolutamente irregolare".
Nel frattempo la Francia annuncia la moratoria immediata sulla ricerca di idrocarburi in mare, proponendo di estenderla a tutto il bacino del Mediterraneo, secondo i principi della Convenzione di Barcellona. «Votare sì assolve a una duplice funzione: tutelare i nostri mari e dare un chiaro indirizzo sulla politica energetica. L’Italia si è già avviata verso un sistema sostenibile, bisogna spingere in questa direzione", dicono i consiglieri regionali Pastorino e Pisani.
Il comitato "NoTriv" e le associazioni ambientaliste liguri preannunciano un flashmob, che si terrà a Genova nel pomeriggio di venerdì; prevista la partecipazione dell’attore Maurizio Lastrico con altri esponenti della società civile e della cultura ligure: l’iniziativa è in programma alle 18 in Piazza De Ferrari.
IL COMMENTO
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