
"In questi giorni di massimo sforzo abbiamo raccolto quasi tutto il greggio fuoriuscito dall'oledotto, siamo sull'ordine del 95% del prodotto recuperato. L'azienda ha fatto uno sforzo di milioni di euro, impiegando ogni giorno centinaia di tecnici e utilizzando circa 50 autospurghi nei torrenti e dieci battelli in mare", ha detto Peiretti.
Passata questa prima fase d'emergenza e di messa in sicurezza del territorio, Iplom dovrà realizzare un più articolato piano di bonifica ambientale della durata di sei settimane con tanto di programma di caratterizzazione concordato con gli enti pubblici per completare l'opera di bonifica delle aree interessate dallo sversamento del greggio.
"Dalla pipeline sono usciti circa 500/550 metri cubi di greggio. Oggi possiamo dire che mettendo in moto una macchina di bonifica imponente nei torrenti e in mare siamo riusciti a recuperare circa 490 metri cubi di sostanza. Riteniamo che questa prima fase di bonifica possa dirsi quasi conclusa e con ottimi risultati".
Il prefetto Spena ha poi rassicurato gli abitanti di Fegino: "Oggi l'aria vicino al rio Fegino non è inquinata. Anzi, i controlli svolti dai tecnici dell'Arpal dicono che la qualità risulta sopra gli standard registrati in passato, dunque i cittadini della Valpolcevera possono stare tranquilli". I dati dei prelievi saranno pubblicati online. Il prefetto ha anche precisato che i materiali recuperati nella bonifica saranno "verificati dagli organi tecnici competenti, a garanzia dell'effettiva bonifica effettuata".
IL COMMENTO
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