
E la sera dell'omicidio gli inquirenti lo hanno sentito parlare al telefono con una delle ragazze con cui si era visto al bar "Il Risveglio". Con la donna Maio ha cercato di concordare la versione di una legittima difesa ma, soprattutto, quella della proprietà della pistola: e cioè che era di una delle vittime. Secondo una tesi di comodo l'assassino gliel'avrebbe strappata di mano durante la lite fuori dal locale.
Le due ragazze sono state identificate dalla polizia che in queste ore le sta interrogando. Maio aveva dato proprio questa versione la sera stessa dell'assassinio durante l'interrogatorio. Davanti al gip ha invece ritrattato e sostenuto che l'arma era sua. L'avrebbe, a quanto pare, ereditata. Al termine dell'interrogatorio, il magistrato ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere.
IL COMMENTO
Genova e il Turismo, un rapporto complesso con i camerieri
Leonardo, Fincantieri e la guerra: l'etica non può essere solo italiana