
Ha spiegato di essere stato attaccato domenica sera dalla scrofa di una famiglia di cinghiali che si aggira fra via Inferiore Fameiano, a Molassana, alle spalle dello stadio della Sciorba. "È successo all'improvviso, forse la scrofa si è spaventata perchè stavo passando nei pressi dei piccoli, mi ha puntato, attaccato alle spalle e ferito ad un polpaccio facendomi cadere. Poi è scappata".
Al pronto soccorso dell'ospedale San Martino è stato giudicato guaribile in 5 giorni. Ha presentato denuncia ai carabinieri di Molassana. "Sono un cacciatore e faccio parte di una squadra di cinghialisti, ma non sparo in queste circostanze perchè sennò mi tolgono il porto d'armi - ha spiegato - Come è successo a mio suocero: l'anno scorso, dopo l'attacco di un cinghiale a mia suocera, ha costruito una gabbia e ha cominciato a catturare e ammazzare i cinghiali. La polizia provinciale con una perquisizione ha trovato la carne di cinghiale nel freezer e la gabbia, e lo ha denunciato togliendogli poi il porto d'armi".
Pinasco per questo chiede l'intervento dell'ex polizia provinciale: "Ho denunciato più volte che fra le nostre case si aggirano oltre venti cinghiali, ma non è successo nulla. Io per ora sto calmo. Certo se un cinghiale attacca uno dei miei due nipotini prendo la carabina e faccio piazza pulita. Ma è giusto che un cittadino debba essere costretto a farsi giustizia da solo?".
IL COMMENTO
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