
Nel frattempo, su un sito di area anarchica compare un post che si riferisce ai fatti di Genova. Secondo gli inquirenti non è una rivendicazione esplicita, ma comunque un indizio da non sottovalutare: in un articolo si parla di tre attacchi incendiari a sportelli bancomat delle Poste in varie città italiane "nel giro di 48 ore". L'annuncio viene proposto come "collage di notizie pubblicate dai media di regime". Le azioni citate sono quelle del 7 ottobre a Bologna, dell'8 giugno a Genova e del 9 giugno a Torino.
Il procuratore capo Francesco Cozzi ha aperto un fascicolo per atto terroristico con ordigni micidiali e che prevede una condanna dai due ai cinque anni. Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos, l'ordigno, una tanica di benzina con fili elettrici collegati a una sveglia, aveva un elevato potenziale.
Al momento, dunque, non è ancora arrivata alcuna rivendicazione ufficiale, ma la pista seguita è quella anarcoinsurrezionalista. Sarebbe una forma di protesta contro i rimpatri dei migranti che vengono effettuati con voli messi a disposizione dalle Poste.
IL COMMENTO
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