"Tale spaesamento genera l'incertezza che si respira nel modo di pensare diffuso: se non esiste più qualcosa di valido per sempre, un ideale nobile per cui vale la pena di viverne sacrificarsi, allora tutto diventa possibile , equivalente, incerto, consegnato allattino fuggente".
La via d'uscita secondo il cardinale Bagnasco è "ascoltare la voce profonda del cuore ci conduce alla verità della vita e dell'uomo, ci porta sulla soglia del mistero amico e rassicurante, il mistero h non è oscurità ma luce. Quella luce che San Giovanni ha indicato al mondo".
Alle 17 i Vespri Solenni e la grandiosa processione risalente al 1207. Alla presenza delle massime Autorità civili e religiose è uscita dalla Cattedrale l'Arca con le Ceneri del Santo e sfilerà fino al Porto Antico seguita dalle Confraternite con i loro tradizionali artistici crocifissi.
Presenti, tra gli altri, il sindaco di Genova Marco Doria e il presidente della Regione, Giovanni Toti. Il corteo si è snodato tra la cattedrale e il porto antico dove il cardinale ha recitato la preghiera per la benedizione della città e del mare al suono delle sirene e degli spruzzi d'acqua dei rimorchiatori e dei battelli. Presenti in processione anche i gruppi storici, i gonfaloni di Genova, della città metropolitana e della regione, le confraternite con i Cristi processionali, le associazioni degli ammalati, Oftal e Unitalsi, i religiosi, le religiose, le società operaie cattoliche, sacerdoti.
"Non dobbiamo cedere alla sfiducia ma dobbiamo tutti fare un passo deciso per amore nostro, delle famiglie e della città. E' il passo non facile ma forse sempre possibile, sicuramente urgente e necessario, del parlarci per camminare insieme". Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell'omelia pronunciata al termine delle celebrazioni per San Giovanni Battista.
"La lunga crisi - ha detto ancora il cardinale al rientro della processione - morde ancora nella carne di molta gente, a volte sempre addirittura peggiorare. La parola d'ordine è 'razionalizzare' che, con cinica eleganza, vuol dire tagliare cose e persone".
IL COMMENTO
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