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Sulla base di uno studio di Nomisma
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La Liguria è tra le regioni italiane meno esposte agli effetti dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. È quanto emerge da uno studio di Nomisma, pubblicato pochi giorni fa, dal titolo "Il Brexit e l'Italia - Effetti diversi per regioni e per settori".

Gli autori - Andrea Goldstein e Luca Incipini - sottolineano "il costo in termini di crescita" che il Regno Unito dovrà pagare a causa del Brexit, ma aggiungono anche che "se Oltremanica consumi e investimenti fossero minori, sarebbe minore la domanda per beni importati e servizi internazionali, compreso il turismo".

Da qui la grande attenzione posta in tutta Europa sul tema e gli sforzi dei diversi istituti di ricerca di calcolare la sensibilità dei diversi paesi al Brexit. "L’Italia appare relativamente immune, ma il dato aggregato nasconde differenze tra aree geografiche e tra settori", si legge nello studio Nomisma.

Da questo punto di vista, la Liguria sembrerebbe essere tra le regioni che hanno meno da perdere. L'esposizione dell'export verso il Regno Unito è del 2,7%, ben al di sotto della media nazionale del 5,4%. Meno esposte della Liguria ci sono soltanto Sicilia (2,1%) e Sardegna (0,8%). La più esposta al commercio con il Regno Unito è invecela Basilicata, che destina Oltremanica quasi il 15% dell’export (sul dato incidono soprattutto le vetture Made in Melfi di FCA).

Anche in valori assoluti la Liguria non appare particolarmente esposta nei confronti del Regno Unito.
Dei 7,9 miliardi di euro di valore dell'export del Nord Ovest verso la Gran Bretagna la Liguria rappresenta soltanto 0,2 miliardi. A farla da padrone - com'è ovvio - è la Lombardia, con 5,3 miliardi.

Ci sono poi i flussi turistici. Gi inglesi rappresentano per l'Italia il quarto mercato di provenienza, con 3,1 milioni di arrivi e 11,9 milioni di presenze nel 2014. Lo studio di Nomisma sottolinea che "il potere d’acquisto dei britannici potrebbe soffrire a causa del Brexit, a maggior ragione se a questo si accompagnasse un deprezzamento della sterlina".

Anche su questo fronte tuttavia la Liguria è meno esposta rispetto ad altre realtà. L'esposizione al turismo britannico è del 5%, al di sotto della media nazionale del 6,4%. A risentirne maggiormente potrebbe essere invece la Valle d'Aosta, esposta al 25,3% nei confronti del turismo britannico.