
“Questa riforma - ha sottolineato nei giorni scorsi il senatore ligure Maurizio Rossi - cerca di staccare nettamente l'ingessamento dei comitati portuali, con conflitti di interessi senza pari nel resto dell'Europa. Le audizioni hanno chiarito come tutti i soggetti intervenuti trovano il modo di influire e cercare di lasciare mano libera ad autorità locali. Dobbiamo lavorare con forza per impedirlo. Le autorità portuali - ha concluso il senatore Rossi - non devono detenere partecipazioni in società controllate, che negli ultimi anni sono proliferate”.
Nel frattempo il Ministero dei Trasporti sta lavorando sulla materia portuale, a fronte del recente parere del Consiglio di Stato. Il Mit sta elaborando i provvedimenti definitivi da adottare, tenendo conto anche di quanto rilevato dai giudici. Sebbene il parere del Consiglio di Stato non sia vincolante, questo non significa che il governo possa fare spallucce.
"È vero che l'Esecutivo può anche non adeguarsi" a quanto scritto dalle toghe, ma - come ha sottolineato a Primocanale il presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno - "poi se ne assume le responsabilità". Che in ultima analisi potrebbe significare anche una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea.
L'ultimo aspetto da considerare è che, quando il testo definitivo sarà pronto, potranno iniziare i tavoli di confronto tra le Regioni e Delrio per le nomine dei presidenti delle nuove Autorità di sistema. Un passaggio che permetterebbe di chiudere, entro pochi mesi, con i commissariamenti della attuali Autorità Portuali.
IL COMMENTO
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