economia

Il titolo giù di oltre l'8% cade al minimo storico: 0,31 euro
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Martedì nero per Banca Carige in Piazza Affari. Il titolo dell'istituto ligure perde l'8,80 per cento e aggiorna in negativo il prezzo, che alla chiusura si è attestato a 0,311. L'intera giornata è stata contrassegnata dalla sofferenza, al punto che per due volte Carige è stata sospesa dalle contrattazioni per eccesso di ribasso.

In un mercato dei bancari che salva solo i grandi istituti e per il resto è improntato al pollice verso, la maglia nera tocca ancora una volta al Monte Paschi Siena, che per il secondo giorno consecutivo viaggia in sprofondo rosso (-19,39%). Ma la caduta di Carige non è secondaria e, in qualche misura, richiama la stessa vicenda di Mps.

Assodato che in questi casi la speculazione fa ampiamente la sua parte, a indebolire Carige sono le molte incognite legate al nuovo piano industriale, che secondo gli analisti pecca di eccesso di ottimismo. In più, e certo non secondariamente, ci sono tutti i dubbi legati ai crediti deteriorati, i cosiddetti non performing loan. Carige a questa voce ha a bilancio qualcosa come 3,9 miliardi e secondo il piano varato la settimana scorsa 1,8 miliardi andranno ceduti entro la fine del prossimo anno: 900 milioni nel 2016 e 900 nel 2017.

Resta da vedere chi, come e a che prezzo deciderà di acquisire questi crediti, sui quali il board di Carige ritiene di poter ottenere più del 20 per cento a suo tempo offerto dal fondo americano Apollo. Che, in più, proponeva un aumento di capitale riservato per diventare primo azionista dell'istituto. Con la prospettiva, poi, di fonderla con le quattro banche italiane fallite e risanate, sulle quali Apollo ha messo gli occhi.

Il Cda di Carige ha però respinto quell'offerta e, adesso, si trova in mezzo al guado. In Borsa gli investitori la assimilano sempre di più a Mps, che pure ha oltre 40 miliardi di crediti deteriorati, soprattutto per la posizione assunta nei suoi confronti dalla Bce.

Negli ultimi due giorni Rocca Salimbeni ha scontato proprio la sferzata della Bce, con l'imposizione di ridurre la quantità dei crediti deteriorati nel prossimo triennio, ma l'attenzione sulle decisioni di Francoforte riguarda anche Carige, in attesa di una promozione o di una bocciatura del nuovo piano industriale. Certo, l 'andamento del titolo in Borsa non induce all'ottimismo, considerando che molto spesso il mercato sconta in anticipo le decisioni degli organi di vigilanza.