
Lo ha deciso il prefetto di Genova Fiamma Spena al termine del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza con il sindaco Marco Doria (che aveva sollecitato l'incontro) e alla presenza del procuratore Francesco Cozzi, dell'assessore alla sicurezza di Tursi Elena Fiorini, del questore Vincenzo Montemagno e dei vertici di guardia di finanza e carabinieri.
Il prefetto ha ribadito che non saranno impiegati più uomini perchè agenti e militari sono impegnati nel vigilare i tanti obiettivi sensibili a rischio terrorismo, ma ha garantito che le pattuglie che vigilano sul centro storico saranno utilizzate in modo più mirato e dinamico, a seconda delle segnalazioni degli abitanti e dei commercianti.
Il Prefetto ha poi reso noti i dati relativi alla criminalità nei vicoli genovesi. Nei primi sei mesi del 2016 nel centro storico i reati sono diminuiti del 10% e grazie a 3 mila interventi delle forze di polizia sono state effettuati 18 interventi al giorno, con un bilancio di 212 arresti e 183 stranieri espulsi.
Nel corso della riunione l'assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Elena Fiorini ha elencato le zone e i vicoli del centro storico da dove sono giunte più segnalazioni da parte dei cittadini: Prè, l'ex ghetto, Maddalena, 4 Canti di San Francesco, vico Rosa, vico Mele, Sottoripa, Canneto, San Bernardo, Giardini Luzzati, vico Biscotti e Gramsci.
"Una mappa, ha sottolineato l'assessore, in continua evoluzione e cambiamento, e per questo anche i pattugliamenti delle forze dell'ordine devono essere capaci di modificare e rimodulare i servizi dei controlli". Anche se all'ordine del giorno c'era l'emergenza centro storico, il prefetto Fiamma Spena ha sottolineato che un'altra emergenza da tenere sotto controllo in fatto di sicurezza è la delegazione di Sampierdarena.
Intanto la Lega Nord ha svolto un flash mob in piazza Stella dove era avvenuto l'accoltellamento, dando voce e riprendendo con un telefonino abitanti e negozianti di Canneto, per chiedere le dimissioni dell'assessore alla Sicurezza di Genova Elena Fiorini.
IL COMMENTO
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