
"Le previsioni - ha sostenuto - non localizzavano un punto preciso in cui si sarebbe verificato l'evento meteo e il piano di sicurezza prevede l'intervento in zone specifiche per evitare così un costo per la popolazione. Si decise di lasciare aperte le scuole in base agli elementi che si avevano e perché le scuole sono ritenute edifici sicuri con propri piani di emergenza. Fu una scelta politica ma non per le elezioni, ma nel senso 'puro' del termine. Si rischiava di creare una disaffezione nella popolazione nei confronti della protezione civile se poi non si fosse verificato l'evento".
Nel processo, oltre a Scidone, sono imputati anche l'ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, tre dirigenti comunali e l'ex coordinatore dei volontari. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso e calunnia. L'ex coordinatore è accusato solo di falso.
IL COMMENTO
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