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"Non hanno fatto entrare i lavoratori, un attacco alla democrazia"
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Le opposizioni in Consiglio regionale, Pd, M5S e Rete a Sinistra, hanno deciso di abbandonare la seduta dov'è in discussione la modifica della legge regionale sul trasporto pubblico "a seguito della decisione della Giunta Toti di chiudere il Consiglio ai lavoratori del trasporto pubblico locale". La maggioranza dovrà proseguire la seduta con i suoi 16 consiglieri su 31.

"Ce ne andiamo dall'aula perché i lavoratori autoferrotranvieri non sono stati fatti entrare - dicono i consiglieri d'opposizione, un vulnus della democrazia di cui è stato responsabile il presidente Toti". La maggioranza invece afferma che i lavori dell'assemblea non sono a porte chiuse, ma aperte a una piccola delegazione di lavoratori.

Toti sottolinea che è doveroso garantire che il Consiglio lavori senza interruzioni. La modifica della legge regionale sul Tpl, prevede l'abolizione del bacino unico di servizio, l'abolizione della gara unico per l'affidamento del servizio e la soppressione dell'agenzia regionale del trasporto pubblico locale e l'istituzione di quattro bacini provinciali e quattro gare per dare il servizio. Per il Pd è un passo indietro, non integra ferro e gomma e aggrava la debolezza del trasporto pubblico locale. Per il M5s è il primo passo verso la privatizzazione.

Prima di abbandonare l'aula la capogruppo Pd Raffaella Paita ha preso il microfono definendo "inaccettabile la limitazione della partecipazione del mondo del lavoro al dibattito consiliare, venti lavoratori non sono sopportabili per la maggioranza, che porta avanti una proposta debole di riforma del Tpl, perciò abbandoniamo l'aula, non partecipiamo alla discussione. La Giunta Toti rompe con il mondo del lavoro e scrive una pagina bruttissima".

"Non far partecipare la cittadinanza ai lavori dell'assise è un fatto gravissimo - dichiara il consigliere M5S Fabio Tosi - l'M5S abbandona l'aula, vi votere la modifica del Tpl da soli. Toti si è barricato nel palazzo e ha lasciato fuori i lavoratori. La democrazia è sospesa".

Per Giovanni Pastorino di Rete a Sinistra "il duo Toti-Bruzzone scelgono la strada di un non-confronto, in uno schema discutibile anche dal punto di vista delle normali relazioni istituzione cittadinanza. Dicono no ad un confronto di idee e di merito e si trincerano soltanto dietro il valore numerico di una maggioranza che governa 16 contro 15".

"Un'inutile sceneggiata da parte di gruppi che in commissione avevano riconosciuto le criticità della legge fino a oggi in vigore", la definisce il capogruppo della Lega Nord Alessandro Piana. Anche il capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza l'apostrofa come "una sceneggiata, non la prima dell'opposizione: se hai qualcosa da dire stai in aula, se ho delle istanze da portare non avrei mai abbandonato l'aula, la precedente amministrazione Burlando ha dormito per dieci anni, oggi siamo obbligati ad andare veloce".