
Bellotti sottolinea come alla base del flop dell'evento ci siano state "una scarsa partecipazione attiva del commerciante locale, una totale mancanza di spirito di servizio e di aggregazione dello stesso e una carente comunicazione mediatica". In particolare la lettera aperta punta il dito contro i "furbetti". "Dati alla mano - scrive Bellotti - possiamo contare i negozi aperti e possiamo contare le quote di adesioni: il numero dei primi è notevolmente superiore al numero dei secondi. Da lì la spirale negativa va inesorabilmente avanti: meno soldi meno marketing, meno attrattive per la città, meno gente, meno incassi, meno gioia, meno spirito di gruppo tra i commercianti, meno clienti felici: uguale più mugugno".
"Non incolpo nessuno e incolpo tutti", scrive il negoziante onegliese che invita tutti - se stesso in primis - a riflettere su quanto accaduto. Perché "è arrivato il momento di sederci serenamente ad un tavolo, constatare che si può e si deve rimboccarci le maniche ancor prima di lamentarci. Occorre pianificare una rinascita e, una volta individuata una via possibile e promettente, mettere mano al portafoglio e - conclude Bellotti - renderla reale, accattivante e curiosa".
IL COMMENTO
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