
Un discorso che vale tanto per i candidati sindaci quanto per il futuro candidato premier: "Mi auguro che vengano scelti dal basso, non nelle convention, nelle stanze chiuse della politica. Lo deve decidere il popolo con un percorso democratico". Non è la prima volta che Toti interviene in favore del ricorso alle primarie, o a qualcosa di simile. La lezione delle amministrative a Roma non ha fatto che rafforzare questa tesi: se il candidato si impone dall'alto e la coalizione si spacca, il centrodestra soffre.
Per questo Toti ha le idee chiarissime sul modello da seguire. Anche per le alleanze: "Bisogna ripartire dalle regioni che già governiamo. Se guardiamo alle ultime elezioni, la gente ci ha già detto cosa vuole: amicizia con Lega Nord e Fratelli d'Italia, netta opposizione a Renzi e alle sue riforme e candidati credibili". Ed è un chiarissimo altolà allo shift centrista: "Chi crede di trasformare il centrodestra in una zona grigia, aperta agli indugi e ai voti politicamente comprati, non mi trova d'accordo". No al modello Parisi? Tutte le idee sono da accogliere. Bisogna poi vedere che idee sono".
IL COMMENTO
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