cronaca

Indagini su alcune morti sospette e per malattie respiratorie
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Tirreno Power ha avviato oggi la procedura di mobilità per 186 lavoratori. "La chiusura dei gruppi a carbone di Vado Ligure e la situazione di crisi del mercato energetico hanno reso necessaria la riduzione del personale prevista dal piano industriale, asseverato e omologato dal tribunale di Roma nel novembre 2015 dopo una trattativa con le banche. L'approvazione del piano, presentato a istituzioni e parti sociali, ha consentito la continuità aziendale assicurando il lavoro a 196 persone e all'indotto", scrive la società.

La chiusura dei gruppi di Vado è stata disposta dal tribunale di Savona l'11 marzo 2015 per il mancato rispetto delle norme ambientali, ciò ha aggravato la crisi finanziaria. Sulla centrale di Vado indaga la procura per un numero di morti sospette e per malattie respiratorie. La mobilità interessa un centinaio di lavoratori proprio della centrale di Vado, dopo anni di cassa integrazione, mentre gli altri riguardano le centrali di Civitavecchia, Napoli e gli uffici di Roma.

"La decisione è preoccupante e grave: mette i lavoratori e il territorio di fronte ad un disimpegno sostanziale dell'azienda nei confronti dei dipendenti e della comunità locale; se le cose stessero diversamente, altri sarebbero gli strumenti per gestire le conseguenze della chiusura degli impianti e accompagnare la ricerca di soluzioni alternative, così come proposto dai sindacati - dice Anna Giacobbe del Pd - La crisi del settore è reale, ma l'azienda agisce scaricando le proprie responsabilità sui lavoratori e mettendo le istituzioni di fronte ad un fatto compiuto. Questo, per il sito di Vado Quiliano, è tanto più grave, nel momento in cui si è avviato l’iter per richiesta di il riconoscimento dell’area Vadese-Valle Bormida come area di crisi complessa.

"Tirreno Power conferma la massima disponibilità a proseguire con spirito costruttivo il dialogo con Governo e sindacati per trovare soluzioni che contengano il più possibile l'impatto sociale e ripone la massima fiducia nel tavolo tecnico che sarà convocato dal ministero dello Sviluppo economico nel mese in corso", scrive l'azienda in una nota. Confermato anche l'impegno "nel promuovere la reindustrializzazione del sito di Vado Ligure con l'obiettivo di creare le condizioni per nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali che contribuiscano alla crescita del territorio, con il sostegno delle istituzioni locali e nazionali".