
Il caso è scoppiato dopo la denuncia di Matteo Rosso, consigliere comunale di Fratelli d'Italia. In frazione Molino di Frassinello, sulle rive del Brevenna, ci sono almeno 12 migranti ospitati in due appartamenti angusti. In tutto 84 metri quadrati, cioè 6 a testa. Una situazione già precaria, alla quale si aggiunge un altro problema. Dallo scorso autunno la casa in questione è sprovvista di allacciamento alla rete fognaria, e quindi non sarebbe abitabile. E i liquami dove si scaricano? Ovvio, direttamente nel torrente.
"Io ho ricevuto solo una telefonata informale dalla Prefettura che mi avvisava dei primi sei arrivi. Non una mail, non una comunicazione ufficiale. Non conosco nemmeno le generalità di queste persone", ribadisce il primo cittadino. Il paradosso sgorga dal solito bando Spar per l'accoglienza diffusa: una cooperativa di Torino si aggiudica la gestione di un gruppo di richiedenti asilo e contatta un'agenzia immobiliare che mette a disposizione le due unità, di fatto abusive. "Ho già emanato un provvedimento per mandarli via", assicura Brassesco. Cosa che non si preannuncia facile.
"Richiederò con urgenza alle autorità competenti una verifica delle condizioni igienico-sanitarie in cui versano i due immobili", dice Matteo Rosso, che di professione è medico. "È evidente – aggiunge Livio Ghisi, dirigente provinciale di partito – che quanto sta accadendo nel piccolo Comune di Valbrevenna sia la dimostrazione lampante del totale fallimento della cosiddetta ospitalità diffusa attuata dal governo Renzi che sta penalizzando fortemente i residenti dei piccoli centri dell’entroterra".
IL COMMENTO
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