cronaca

Replica ai comitati: "Ci sono già più forze dell'ordine"
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Nuovo capitolo del caso videosorveglianza a Struppa. L’assessore alla legalità Elena Fiorini, accusata di aver rifiutato le telecamere autofinanziate dai cittadini per lesinare sui 20 euro della manutenzione, risponde a Pino Bazzurro, portavoce del comitato di via Trossarelli: “Io ho partecipato personalmente a quei sopralluoghi. I problemi sono altri”.

L’ostacolo non sarebbe tanto sui costi di manutenzione, comunque aumentati nei conti complessivi di Tursi, ma nella fattibilità tecnica. “Se in un punto non c’è la connessione alla rete telematica, e in certi punti indicati dai residenti non c’era, mettere una telecamera non serve a niente, perché non sarebbe collegata alla centrale operativa”.

L’assessore ricorda che una telecamera c’è già, in fondo a via Trossarelli, la strada che porta agli abitati di San Cosimo e San Martino, colpiti nei mesi scorsi da un’ondata di furti. Secondo il comitato non è sufficiente, mentre per Fiorini “è importante perché i malviventi accedono con un mezzo e quindi passano da lì. Meno senso ha sorvegliare una creusa con scarso passaggio pedonale”.

L’ultima parola, in ogni caso, spetta al Comitato ordine e sicurezza della Prefettura. “Le richieste sono tantissime e potenzialmente illimitate”, ricorda l’assessore. Dove non arrivano le telecamere, però, possono arrivare le tradizionali forze dell’ordine. “Coi Carabinieri e la Polizia stiamo già attuando un piano di presidio del territorio molto implementato rispetto al passato”. Martedì a Palazzo Tursi i cittadini di Struppa faranno sentire comunque le loro ragioni all’amministrazione.