
Caro, grande Victor! Grande professore, grande scienziato, ma soprattutto un perfetto esempio di come un autorevole professionista, al massimo degli onori e della carriera, chiamato in tutto il mondo a creare legislazioni fiscali, decida con naturalezza e understatement di dedicare una cospicua parte della sua giornata alla comunità. Uckmar, infatti, è stato l’anima e la mente dell’Airc ligure, l’associazione per la ricerca contro il cancro, lanciata da Guido Venosta a Milano e che a Genova proprio grazie al professore trovò una eccezionale risposta. Con l’Airc, fino a pochi mesi fa, Uckmar è riuscito a sostenere alcune fra le più importanti ricerche sulla malattie con incredibili riconoscimenti internazionali.
Ordinario per decenni di Scienze delle Finanze a Genova, direttore della Rivista di diritto e pratica tributaria, consulente dell’Accademia dell’economia nazionale presso il Soviet supremo disegnò la normativa sugli investimenti stranieri in Cina e la legge sulle joint ventures a Mosca.
Figlio di Antonio che lo introdusse nella professione, assistente del professor Fasiani, poi di Dominedò, a Milano con l’avvocato Clivio, quando nel 1959 scompare il padre si trova a capo di uno studio già importante. Victor lo trasformerà in uno degli studi più conosciuti al mondo che sfornerà professionisti di altissimo valore come Magnani, Marongiu, Balzani e Armella solo per ricordarne alcuni.
Victor Uckmar si occupò intensamente di Genova, combattendo una battaglia per ottenere una zona franca. Severi e a tratti divertenti furono i suoi rapporti con i diversi ministri delle Finanze. “Se alcuni venissero a dare l’esame con me li boccerei.” Mi confessò un giorno. Combatté una lunga crociata per un riordinamento fiscale nel nostro Paese che avesse come obbiettivo non più o meno tasse, ma tasse più ordinate.
Se ne è andato nella sua adorata Pineta di Arenzano, dove d’estate faceva lunghissime nuotate e cucinava indimenticabili barbecue per i figli, le loro famiglie e i moltissimi amici che venivano a trovarlo. Una pesante perdita per Genova dove Victor era sempre un punto di riferimento, intelligente e colto, severo e spiritoso, gran signore dai modi semplicissimi.
Pochi mesi fa venne ancora da noi a Primocanale in un convegno per sostenere con forza le iniziative contro l’isolamento della Liguria e pochi giorni, con lo stesso entusiasmo, le ragioni del sostegno ai ricercatori dell’Airc. Lo ricorderemo commossi, così. Sempre pronto a rispondere quando c’era bisogno di lui. Col sorriso e quegli incredibili occhi azzurri.
IL COMMENTO
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