L’inaugurazione è stata completamente dedicata ai bimbi, che, accompagnati dalle guide della miniera, dalle 10 della mattina fino alle 16 sono scesi per primi in un mini-tour gratuito, con trenino, nelle strette gallerie che arrivano fino a 500 metri sotto terra.
I primi protagonisti sono stati i piccoli studenti della scuola di Ne che hanno celebrato una riapertura tanto attesa nella valle - ma non solo, vista l’importanza turistica che la miniera di Gambatesa può avere per tutta la Liguria - e hanno inaugurato per primi l’hashtag lanciato dalla Regione #lamialiguriabimbi.
Nel corso dell’inaugurazione è stata inoltre premiata la bambina della scuola di Ne che subito dopo il terremoto del centro Italia aveva donato 5 euro al Comune di Norcia. A lei sono stati donati 4 biglietti gratuiti per l’Acquario di Genova e un peluche.
Il progetto che ha portato alla riapertura della miniera è stato predisposto dal Parco dell’Aveto ed è stato finanziato dalla Regione Liguria grazie ai 600mila euro provenienti dai fondi POR Fesr e destinati ai lavori per la messa in sicurezza e a ulteriori 50mila euro messi a disposizione nell’assestamento di bilancio. Da sabato 10 dicembre, partirà l’apertura ufficiale del Museo Minerario al pubblico e le visite, attraverso il vecchio trenino con locomotore, lungo le antiche gallerie restaurate su cui i minatori salivano per riportare in superficie il materiale estratto. Sarà la società SKI –Mine a gestire il museo minerario.
LA STORIA - Sorta nel 1876 per l’estrazione di manganese, la miniera di Galbatesa è stata una delle più grandi d’Europa, dal punto di vista occupazionale, facendo registrare fino a 200 minatori a metà del ‘900. E’ rimasta in attività, anche se in forma ridotta, fino al 2011, affiancando il Museo della Miniera che nel frattempo era stato aperto nel 2001. Dopo cinque anni di chiusura, grazie all’impegno della Regione Liguria e del Parco dell’Aveto che hanno fortemente investito sul progetto di messa in sicurezza e rilancio, si candida ora a diventare una delle attrattive della zona e di tutta la regione.
IL COMMENTO
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