
Alla faccia di chi invoca la trasparenza, il tono secco di Canavese aumenta quelle perplessità che agitano alcuni operatori portuali in riferimento alla sua nomina. Perché insistere sul nome di un over 65 in pensione quando si potrebbero utilizzare ‘forze fresche’ e proiettate verso il futuro?
Per quasi due decenni, prima segretario del porto di Savona e poi presidente dell’Autorità portuale, ha legato il suo nome allo scalo. Canavese è anche legato all’affaire del bitume nel porto che probabilmente ha condannato il Pd alla sconfitta nelle ultime elezioni comunali. Lasciata l’autorità portuale è diventato il principale consulente del Gruppo Gavio, player nazionale con interessi diversificati tra autostrade e terminal portuali anche a Genova e Savona. Il fratello Paolo è oggi il più importante dirigente del Porto di Savona, ed è tra i nomi più accreditati per diventare il rappresentate all’ombra della Torretta della nuova Autorità portuale di sistema.
Sono molte le domande che avremmo voluto fare a Canavese, ma che oggi non possono avere una risposta. Allora una risposta dovrebbe darcela il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio. L’eroina del centrodestra che ha strappato Savona dalle mani dei ‘rossi’ a suon di promesse su “nuovi corsi” e “rottura col passato”. Eppure sembra che dagli uffici del primo cittadino, che in base alla nuova norma deve indicare un nome per il board, la scelta debba ricadere sull’usato-sicuro a nome Canavese oppure, in alternativa, sul nome del direttore dell'Unione industriali Alessandro Berta.
IL COMMENTO
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