
La rete tranviaria di Genova era una delle più estese ed efficienti in tutta Europa. Copriva non solo le direttrici principali (Levante, Ponente, Bisagno e Polcevera) ma anche le alture del centro cittadino e i primi quartieri collinari. Il primo tranvai elettrico fece il suo debutto nel 1893, arrampicandosi trionfalmente per la ripida via Assarotti tra Corvetto e Manin. Le mitiche 'littorine', entrate in servizio nel '39, erano conosciute in tutta Europa come tram 'tipo Genova'. Leggere, veloci e confertevoli, sono tuttora in funzione. A Innsbruck.
Il boom economico cambiò tutto. L'Italia aveva sete di petrolio e l'industria doveva produrre automobili. I tram, vincolati alle proprie rotaie in piena sede stradale, iniziavano a dare fastidio. Prima si cominciò a sostituirli coi filobus, poi si pensò di toglierli del tutto. La cosiddetta 'Operazione Rotaie' iniziò nel 1964 da Ponente e Valpolcevera. Nel ’65 via i tram anche dal Levante, fino all’addio definitivo con la Valbisagno. Iniziava così l’epoca degli autobus, prima verdi e poi arancioni, le linee ‘celeri’ che celeri lo erano davvero, ma finirono poi per dare il nome a tutti i mezzi, in verità sempre più impantanati nel traffico selvaggio. Nel 1973 scomparve pure il filobus, riesumato dal 1997 con fortune alterne.
Ed eccoci alle soglie del 2017. Autobus vecchi e malandati, il nodo ferroviario appeso a un filo, una metropolitana da record negativo per dimensioni e tempi di costruzione, le aziende in crisi permanente e i lavoratori sempre in piazza per una politica del trasporto pubblico senza visione futura. Nella città degli ostinati contrari è persino nato un ‘Comitato Sì Tram’ per riportarlo almeno là dove è resistito più a lungo, la Valbisagno, l’unico asse portante genovese che non ha (più) un’infrastruttura ferrata e veloce.
E non è questione di nostalgia. In Svizzera, Francia, Germania (per citarne solo alcuni) i chilometri di tranvia sono in costante aumento, perché è un mezzo pulito e silenzioso che tra l’altro mette ordine nelle strade che attraversa. A Genova è partita la campagna elettorale. E l’idea più in voga per Molassana si chiama filobus. Alla faccia dell’innovazione, il tram sembra ormai confinato all'utopia. E a un dolce ricordo, per chi c'era.
Per chi vuole approfondire questi temi segnaliamo il libro "Quando viaggiavamo col Tramway (Il tram a Genova tra passato e futuro)", scritto da Fiorenzo Pampolini e Claudio Serra, edito dalla Nuova Editrice Genovese: 208 pagine, 245 foto d’epoca, con uno studio approfondito per il ritorno del tram a Genova.
IL COMMENTO
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