
Tutto è cominciato lo scorso luglio, quando in piena emergenza migranti nel Ponente ligure si è diffuso l’allarme scabbia. Si trattava, in realtà, di pochi casi isolati, ma comunque abbastanza per agitare i sindaci della Riviera nel cuore della stagione turistica. “Vorrei vedere voi – dice Canepa – se aveste un figlio o un nipote da mandare in vacanza. Lo mandereste in un posto dove rischia di prendersi una malattia? L’ordinanza non si discute, ne abbiamo parlato insieme con la maggioranza. Se poi ci saranno conseguenze, sono disposto ad affrontarle”.
Poi si parla di accoglienza. “Vorremmo che Alassio non fosse ricordata per questa ordinanza ma per la sua ospitalità”. Anche verso i migranti? “Noi siamo disponibili, ma purtroppo non abbiamo più siti per ospitarli. Le case popolari sono tutte occupate. A meno che non mettiamo un capannone sulla piazza…”. Insomma, accuse di razzismo respinte al mittente. Alla fine comunque si sfoga: “Questi sono quasi tutti maschi giovani e aitanti. C’è qualcosa di poco chiaro. È un disegno mirato contro l’Italia”.
IL COMMENTO
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