
Il parroco della chiesa, padre Paolino Diral, dell'ordine dei Somaschi, quando ha appreso del furto ha avvertito i carabinieri. Davanti al cronista però minimizza e sottolinea con un sorriso: "Visto che il presepe si trova nell'atrio, all'aperto e al freddo, forse chi ha preso il Bambino ha voluto accoglierlo in casa sua per tenerlo al caldo. Ha voluto accogliere e non respingere come invochiamo noi invitando i fedeli ad abbattere e non erigere i muri".
Un appello che padre Paolino, parroco arrivato a Genova un anno fa dal Veneto, ha voluto sottolineare anche nella capanna di Betlemme del presepe costruita nell'atrio della chiesa ed edificata con un muro dei mattoni con al centro uno squarcio simbolo dell'accoglienza: la porta per fare entrare la Madonna, San Giuseppe e il bambino Gesù. E da quel buco che il ladro ha afferrato e ha rubato la statuina di Gesù. "Forse sappiamo anche chi può essere stato, ma non glielo dico" butta lì il parroco visto che il presepe e l'intero atrio della chiesa sono sorvegliati da telecamere: "Per questo confidiamo che possa ripensarci e restituirci il bambino Gesù" conclude don Paolino.
IL COMMENTO
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Caro Leone il tuo articolo è una fotografia del commercio di dieci anni fa