cronaca

M5s contro la riapertura: "Un progetto tossico"
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L’esposto contro la riapertura della centrale a carbone Enel di Sampierdarena, presentato dal Movimento 5 Stelle al Prefetto di Genova lo scorso 25 gennaio, arriva nelle mani di Asl3 e Arpal. Il documento è stato trasmesso in queste ore dai consiglieri regionali liguri Alice Salvatore e Marco De Ferrari “per rinforzare – spiegano i portavoce M5S - il nostro impegno a tutela della salute individuale e collettiva (come previsto dall’articolo 32 della Costituzione) e dell’ambiente”.

Si tratta di un nuovo, importante, passo nel tentativo di scongiurare la riapertura della centrale, che avviene a meno di 24 ore dall’arrivo a Genova della nave Sider Tis, carica di carbone, previsto per sabato mattina all’alba.
“Dopo aver scaricato le 11 mila tonnellate di carbone nel porto di Ancona il 22 gennaio ed essere rientrata al porto di Koper, si sperava in un passo indietro da parte del governo a trazione Pd e del Ministro allo Sviluppo Economico Calenda – spiegano Salvatore e De Ferrari - Ma così non è stato. Sordo ai primi allarmi lanciati anche da WWf e Legambiente, Calenda ha preferito tacere e portare avanti questo tossico progetto".

"Così – proseguono i pentastellati - il cargo è ripartito il 23 gennaio alle 9,28 alla volta della nostra città, pronto a scaricare, tra sabato e domenica, migliaia di tonnellate di carbone sui moli davanti alla Lanterna. Per una folle decisione catapultata per l'ennesima volta dall'alto (come uso e costume della vecchia politica), in poche ore Genova farà un balzo all’indietro di decenni sul tema della produzione energetica".

"Grazie alle scelte di questo Governo fossile – proseguono Salvatore e De Ferrari - sarà riattivato un impianto che, nel solo 2015, ha emesso nell’atmosfera della città oltre 800 mila tonnellate di anidride carbonica, contribuendo a mantenere elevatissima la densità e i livelli delle polveri sottili in sospensione in media alle città più inquinate nel mondo. Enel ha già un piano di ricollocazione di tutti i lavoratori. Cinque mesi fa la centrale era data per chiusa, destinata a diventare un museo di archeologia industriale. Si rispettino tutti gli impegni presi e si individuino metodologie non invasive sulla salute e sull'ambiente.”