
Per andare al voto (il mio timore è che l’assenteismo crescente sarà ancora una volta il primo partito) bisogna conoscere chi è che si può scegliere e per fare questo c’è bisogno di un po’ di tempo, anche perché di brutte esperienze ne abbiamo già collezionate parecchie e la città ne ha fatto le spese.
Quindi speriamo davvero che i nomi vengano fatti presto. E’ un esercizio abbastanza vieu stile tirarne ogni giorno fuori uno. Fa sorridere la corsa alla smentita dei nominati. Si sprecano i: “Per l’amor di Dio!”. “No io mi occupo della mia azienda”. “Sono in partenza per il Giappone”: “Non sono all’altezza!”: “Sono troppo vecchio”. Eccetera.
Di nomi interessanti sono piene le pagine: Luca Borzani, Ilaria Cavo e ora il super manager di Liguria Digitale, Marco Bucci.
Prima che possano essere consumati dai tempi deleteri dell’incertezza sarebbe serio che i partiti/movimenti facessero i nomi veri, per poi preparare i programmi che questi candidati dovrebbero fare propri e indicare le possibili alleanze.
Consentirebbe di mettere questi signori/e a confronto su temi concreti: il lavoro dei giovani, la sicurezza e i migranti, la lotta al degrado, il porto, l’isolamento, il disegno della città e le periferie. I problemi sono questi, così come i cittadini continuano a indicarli nella trasmissione 'Il programma del sindaco lo facciamo noi di Primocanale'. Che è, poi, l’azione più democratica e semplice che ogni candidato dovrà fare: girare la città in lungo e in largo e ascoltare la gente.
IL COMMENTO
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