
"Razionalizzare non significa lasciare la gente sulla strada - ha detto parlando ancora di lavoro - Si è parlato, e si parla spesso, di razionalizzare e questa parola è diventata un mantra quasi fosse la soluzione dei problemi. Razionalizzare, però, significa non sperperare risorse, usarle meglio, con onestà e con oculatezza ma, non significa lasciare la gente sulla strada come si fa ancora in questi giorni con licenziamenti in atto. Razionalizzare - ha proseguito - non significa continuare a portare la testa delle nostre aziende altrove perché portare la testa lontana significa staccare il cuore e perdere il polso della realtà".
Bagnasco nell'omelia ha sottolineato che "un nostro male è quello dei veti incrociati affinché nessuno vinca o abbia meriti: in questa logica, il bene della Città non c'entra affatto, anzi viene impedito o danneggiato. Un'altra difficoltà - ha aggiunto - è quella di parlarsi poco per trovare visioni comuni: bisogna parlarsi non attraverso le prime pagine, ma attraverso l'incontro diretto. Infine, "una terza stortura, che rivela poco realismo, è la ricerca dell'ottimo, della soluzione migliore, così che spesso si resta immobili" anche se "di solito questa posizione è un pretesto che nasconde interessi particolari e a volte è semplicemente miopia".
IL COMMENTO
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