
Il verdetto arriverà “entro l’11 maggio”, dice Borrè. I ricorrenti hanno chiesto infatti che il procedimento si concluda in tempo utile per poter presentare e depositare le liste in caso di vittoria (anche se nulla impedirebbe alla Cassimatis di correre sotto altre insegne). Venerdì mattina alle 9.30 la prima udienza in tribunale che potrebbe concludersi anche in poche ore. Nel giro di due settimane si prevede la sentenza. Tutto si gioca intorno a “non statuto” e regolamento.
L’avvocato della candidata esclusa ha le idee chiare: “La figura del garante non è prevista in nessuno di questi due documenti. Far riferimento a questa carica non può fondare la legittimità della decisione”. Irregolari, secondo i ricorrenti, anche le seconde Comunarie aperte a tutti gli iscritti nazionali, poiché il regolamento prevede solo un’eventuale convalida del risultato emerso dal primo turno riservato agli elettori locali.
Beppe Grillo, in qualità di “garante del Movimento 5 Stelle” – ma anche Casaleggio risulta ricoprire questo ruolo – aveva giustificato il ‘niet’ post Comunarie citando quanto contenuto nella pagina di accettazione della candidatura: “Il Garante del MoVimento 5 Stelle si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del MoVimento 5 Stelle”.
L’avvocato Ciannavei di Roma fa leva proprio su questo punto: rispondendo a quella mail, Marika Cassimatis e i suoi sostenitori accettavano le regole del gioco. E quindi anche la possibilità di essere esclusi a discrezione esclusiva di Grillo (e Casaleggio). Il garante (che è anche riconosciuto come ‘capo politico’ del Movimento) potrebbe comparire in aula come legale rappresentante dei 5 Stelle, che non sono un partito ma un’associazione dotata di regole valide a norma di legge. Il maestro Pirondini guarda e incrocia le dita. E la professoressa Cassimatis sogna lo smacco.
IL COMMENTO
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