
"Il consiglio di amministrazione di Amiu non può aspettare l'eventuale riequilibrio di bilancio del Comune di Genova a luglio prima di prendere decisioni a garanzia del proprio credito con il Comune - annuncia Castagna - In assenza dell'aggregazione Amiu-Iren o di un intervento che garantisca la continuità aziendale, Amiu si riserva di adottare le deliberazioni adeguate a recuperare il suo credito, prima di portare i libri in tribunale chiederemo agli organi competenti che il credito con il Comune ci venga riconosciuto".
Un'anticipazione della nota che Amiu invierà o oggi o domattina al suo socio pubblico è stata letta da Castagna in commissione comunale paventando che "l'attuale situazione rischia di provocare un rallentamento nei prossimi mesi dei lavori di messa in sicurezza della discarica di Scarpino, non a causa dell'azienda".
"La situazione è grave e urgente - dichiara Gavuglia - la società non può più assumere nessun impegno di spesa, salvo un intervento del Comune: l'aggregazione o un intervento finanziario immediato. Le banche hanno sospeso l'erogazione degli affidamenti".
"Lo smaltimento fuori Regione dei rifiuti a causa della discarica di Scarpino ha provocato uno squilibrio che adesso non è più tollerabile, 28 milioni di costi in più ogni anno dal 2015 a oggi - ricorda il membro del collegio sindacale di Amiu Andrea Colella - Gli istituti bancari non ci finanziano più, o il socio Comune interviene o serve un intervento sulla tariffa, la coperta è corta".
L'assessore comunale al Bilancio Franco Miceli è intervenuto per ribadire che "in caso di esito negativo dell'opportunità aggregativa Amiu-Iren si valuteranno tutte le ipotesi, dall' aumento della Tari per il recupero integrale degli extracosti ad altri interventi finanziari. Penso che la delibera Amiu-Iren non passerà nel ciclo amministrativo del sindaco Doria a causa del ricatto del centrodestra sulla Tari", prevede il capogruppo Pd Simone Farello.
IL COMMENTO
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