cronaca

Allarme lanciato dai cittadini, si indaga sulle cause
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Due episodi sospetti in poche ore, quasi certamente slegati tra loro, hanno destato l'allarme nel Ponente genovese e in Valpolcevera: a Pegli, alla foce del rio Rexello, è comparsa una chiazza di liquido marrone a pochi metri dal mare. Nel frattempo, da Cornigliano a Pontedecimo decine di cittadini hanno accusato nausea e mal di testa per miasmi di provenienza sconosciuta.

A segnalare la sostanza sospetta sulla spiaggia sono stati i passanti, preoccupati per un un possibile sversamento di prodotti petroliferi o altre sostanze tossiche, nonostante la sostanza non emettesse odore. Sul posto sono intervenuti i tecnici di Capitaneria di porto, Vigili del fuoco, Polizia municipale, Iren e Arpal per i primi accertamenti che hanno escluso la presenza di idrocarburi. A un primo esame sembra trattarsi di terriccio, o materiale argilloso in sospensione nell'acqua. Gli ispettori intervenuti si sono addentrati lungo il corso del rio, interamente tombato, ma non hanno trovato tracce di sversamenti. Si attende l'esito delle analisi chimiche, affidate ad Arpal, mentre la Capitaneria ricorda che lo scarico di terra e affini nei corsi d'acqua è comunque vietato perché il materiale va prima drenato.

Più complesso il caso della "nube tossica" che ha risalito la Valpolcevera tra le 12.30 e le 13. Diversi gli impianti sotto accusa: dalla Iplom di Fegino al depuratore di Campi, tutti i gestori smentiscono lavori di pulizia e incidenti. Alcuni cittadini hanno ipotizzato il lavaggio di qualche cisterna al largo, ma dalla Capitaneria è arrivata una smentita. I vigili del fuoco escludono che si tratti di idrocarburi. L'ondata maleodorante è scomparsa dopo aver raggiunto anche Campomorone, alle spalle di Pontedecimo.