
Non è la prima volta che il nuovo colosso industriale nato dalla fusione di Wind e Tre fa tremare, più o meno direttamente, i lavoratori genovesi. Alla base dei 61 nuovi esuberi in Ericsson, infatti, c'è proprio la gara per la banda larga persa dalla multinazionale svedese. Ora il piano di ristrutturazione minaccia centinaia di addetti, che a Genova sono collocati nella sede di Sampierdarena.
"Siamo assolutamenti contrari a una scelta di questo tipo - fanno sapere dalla Uilcom - visto che operazioni del genere si sono sempre rivelate fallimentari. Invitiamo quindi la società e rivedere una decisione che potrebbe aprire uno scontro tra lavoratori e azienda".
"Queste aziende sono in grado di sopravvivere solo per la durata dell’appalto che prefigura l’espletamento dei servizi ceduti dalla casa madre, in questo caso Wind-Tre. Una situazione estremamente pericolosa, preceduta in questi mesi da uno stillicidio di fuoriuscite, pagate dall’azienda, che hanno depauperato l’attuale patrimonio tecnico e professionale. E tutto ciò avviene nel completo silenzio della politica nazionale: il governo, invece di intervenire tempestivamente nei confronti di uno degli asset strategici della nostra economia, preferisce tacere e lasciar fare alle multinazionali. Una posizione di sudditanza e di evidente mancanza di politiche industriali, in grado di indirizzare i soggetti economici di un settore così strategico. ", attaccano i consiglieri regionali Battistini e Pastorino di LiberaMente Liguria / Rete a Sinistra
IL COMMENTO
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