
Lo ripetiamo: è stata una campagna elettorale molto sminuzzata, fatta di tanti confronti sparsi nella città, durante i quali, come abbiamo scritto sia io che Mario Paternostro, sembrava che i magnifici nove fossero diventati come una “compagnia di giro”, attori abituati a esibirsi insieme secondo copioni rigidi e limitati. Quasi impossibili gli scontri diretti, poco esaurienti le risposte. La “compagnia” era talmente affiatata che quando Gianni Crivello ha mancato qualche appuntamento nella sovrabbondante agenda , qualche altro candidato si è irrigidito ed ha protestato.
Forse era giusto che in una situazione tanto difficile della città, con un'eredità tanto impegnativa lasciata da Doria e compagni, con tante emergenze sul tappeto, a partire da quella bollente dell'Amiu, i candidati accettassero il metodo spezzettato, l'incontro a tappeto con le categorie, le associazioni, i Comitati, gli Ordini professionali, le Leghe eccetera eccetera. Ma questo attacco concentrico sulla città e sui punti chiave del suo sviluppo, il destino industriale manifatturiero, il futuro tecnologico-informatico, le infrastrutture anti isolamento, ci riporta a una dura realtà.
Va bene la città da “mantenere” , va bene la sicurezza da garantire, la legalità da propugnare, il turismo da consolidare, i diritti sociali e quelli individuali, il restauro e il recupero del tessuto urbano, le periferie e perfino le questione brucianti dell'immigrazione, ma se si mette in discussione la base del modello di città, tutto il resto va sullo sfondo.
Cornigliano e il suo futuro, Morego e Erzelli e la linea più veloce per arrivare a connetterci non solo con l'Italia e l'Europa con la ferrovia, fanno parte di un orizzonte sul quale tutto il resto si profila, ma partendo da quelle realtà.
Sopratutto perchè, tanto per stare nei binari di Papa Francesco e delle sue pesanti parole genovesi, Ilva, IIT e Terzo Vaico garantiscono il lavoro, senza il quale tutto il resto è fuffa.
Per questo nei giorni restanti di campagna bisogna attendersi parole chiare, programmi certi, impegni ultra trasparenti dei candidati su questi temi. Non basta propagandare una marcia a Roma con gli operai dell'Ilva, come ha fatto Crivello. Ci vuole altro. Signori candidati, uscite dalla risposta da due minuti e dalla replica in trenta secondi. Diteci come respingete "l'attacco a Genova”, con quali idee, con quali alleanze e con quali collegamenti a Roma.
IL COMMENTO
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