
Il giovane sarebbe annegato nel tentativo di recuperare una scarpa finita in acqua mentre la stava lavando. Probabilmente non sapendo nuotare, è finito dove non si tocca ed è affogato. La salma è stata caricata su un gommone della Guardia Costiera e trasferita al porto di Bordighera.
Sul posto sono giunti i parenti, in particolare una sorella che avrebbe confermato che si tratta del fratello. Sono intervenuti capitaneria di porto, 118, Carabinieri, Finanza e polizia.
"È una morte che fa rabbia e di fronte alla quale lo Stato non può chiudere gli occhi", commenta Intersos. "Da tempo - afferma Daniela Zitarosa, assistente legale del progetto Intersos a Ventimiglia - denunciamo la condizione di inaccettabile degrado del campo sorto sotto il ponte sulle rive del fiume Roya: 250 persone, un terzo delle quali monitorate da Intersos come minori non accompagnati, vivono da mesi senza accesso all'acqua e ai servizi igienici, in condizioni di estremo disagio e vulnerabilità".
La drammatica storia di oggi, afferma Cesare Fermi, responsabile migrazione di Intersos, "nasce da una perdurante e vergognosa condizione di degrado, deliberatamente alimentata nel territorio di Ventimiglia da una politica di militarizzazione, repressione e negazione dell'accoglienza: respingimenti arbitrari di minori da parte della polizia di frontiera sul lato francese, rastrellamenti e deportazioni sul lato italiano. Sul fiume Roya, le persone vivono in una condizione igienico-sanitaria che sarebbe impensabile nei campi del Medio Oriente o dell'Africa nei quali Intersos lavora. Non ci può essere gestione dei flussi migratori senza il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone".
IL COMMENTO
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