
Le spese riguardano il periodo compreso tra il 2010 e il 2012. Secondo l'accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Francesco Pinto, i consiglieri avrebbero fatto acquisti personali (vini, taxi, libri, parrucchieri e cibo per animali, mutandine di pizzo) con i soldi erogati dalla Regione a titolo di rimborso elettorale e che dovevano essere usati in realtà per fini istituzionali. Per questo l'accusa è di peculato.
Scialfa è accusato anche di falso ideologico per due verbali falsi di approvazione del bilanci del gruppo in chi avrebbe apposto la firma di un altro consigliere. Scialfa era finito per sei mesi agli arresti domiciliari. Anche Fusco e Maruska Piredda erano state sottoposte ai domiciliari ma solo per alcune settimane, fino a che non si erano dimesse dal consiglio regionale. In appello sono già stati condannati gli ex consiglieri Idv, con rito abbreviato, Maruska Piredda a 2 anni e 6 mesi e Stefano Quaini a 2 anni e 2 mesi.
IL COMMENTO
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