
Angelo De Caro, dipendente della Marina Militare che vive lì con la famiglia, appena cala la sera sale su un piccolo montacarichi e raggiunge la sommità della Lanterna, a 77 metri, per accendere l'interruttore e attivare il potente fascio di luce visibile a 57 km di distanza.
Il danno provocato dal fulmine è ingente: sono andati in tilt i sistemi elettrici ed elettronici, l'impianto wifi e i led usati per proiettare luci colorate per le ricorrenze. Danneggiate le apparecchiature del valore di 60 mila euro. Costo della riparazione: 15 mila euro.
L'assessore comunale alla Cultura Elisa Serafini fa sapere che a settembre il municipio finanzierà i primi e più urgenti interventi per ripristinare la Lanterna, ma anche che il faro tornerà al suo splendore grazie all'intervento a due o tre sponsor. Un ricorso ai privati inserito in un progetto che Serafini sta allestendo grazie ad una piattaforma digitale in cui gli sponsor troveranno il contesto e il modo per di intervenire in aiuto dalla città.
"Sul portale ci sarà la lista dei contributi che i privati potranno elargire per aiutare l'amministrazione in cambio di un'adeguata visibilità. Il nome degli sponsor che hanno aiutato a restaurare il tetto di un teatro, ad esempio, potrebbe essere visibile sui biglietti degli spettacoli", spiega l'assessore.
Primo passo di questa apertura ai denari privati sarà l'aiuto alla Lanterna: "Un simbolo - spiega Luigi Lagomarsino, presidente della Fondazione Labò che gestisce il faro - che attrae sempre più visitatori. Negli ultimi due anni grazie ai social i turisti che pagando 5 euro hanno visitato la Lanterna sono passati da 8 mila al numero record di 20 mila". E malgrado il colpo inferto dalla saetta, il faro più alto del Mediterraneo sarà aperto alle visite anche nel lungo ponte di ferragosto. Il 12,13,14 e 15, sarà visitabile dalle 14.30 alle 18.30.
IL COMMENTO
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